Ne
è passata di storia per la tonnara Florio di Favignana, da quando Ignazio
Florio, figlio del capostipite Vincenzo, diede l'incarico a Giuseppe Damiani
Almeyda di ristrutturare e ingrandire gli stabilimenti.
Ignazio Florio entrò in possesso dell'arcipelago delle Egadi il sette
marzo del 1874 e nel giro di pochi anni attorno alla tonnara di Favignana crebbe
uno dei più grandi complessi industriali alimentari del mondo, all'avanguardia
nell'attività di conservazione e inscatolamento del tonno. L'intuizione
vincente di Vincenzo Florio fu quella di conservare sott'olio il pescato e gettò
le basi per il potenziamento della pesca e lo smercio del tonno.
Oggi che le tonnare sono quasi scomparse, e che il motore propulsivo dell'economia
egusea vorrebbe girare a suon di turismo, gli stabilimenti dei Florio, da qualche
decennio in stato di umiliante abbandono, si candidano a diventare il nuovo
centro culturale delle Egadi. A fine settembre partiranno i lavori di restauro
del complesso, da circa dieci anni di proprietà della Regione.
I lavori sono stati consegnati a fine agosto alla ditta che ha vinto l’appalto.
Virtualmente il cantiere è aperto. L’amministrazione comunale ha
puntato molto sul restauro dell’immobile per cambiare il volto dell’arcipelago
e per questo ci sono già progetti di utilizzo in corso d’opera.
L’opera, finanziata con i fondi europei di del Por 2000-2006, costerà
19.625.362,17 euro. La fine dei lavori è prevista per il 2007, ma già
tra due anni dovrebbero entrare in funzione alcuni comparti.
I quaranta mila metri quadrati del nuovo centro culturale eguseo saranno suddivisi
in quattro settori. Il primo, quello relativo ai servizi collaterali, interesserà
la zona della palazzina padronale, la falegnameria, il magazzino militare e
la trizzana, ovvero la rimessa delle barche. In questa area sorgeranno gli uffici
per la gestione del nuovo complesso, una piccola foresteria, l’appartamento
per il custode ed i servizi relativi l'accoglienza dei visitatori: ufficio informazioni,
i giardini, bar, caffetteria, punto telefonico pubblico, ristorante con self-service,
negozi per la vendita dei prodotti tipici dell’isola, una sala conferenze
ed una mostra permanente sul tema “L’età dei Florio”.
Il secondo settore sarà invece riservato ad attività didattico-culturali.
L’area interessata è quella prospiciente al porto di Favignana
e ospiterà il museo della tonnara, dove saranno esposti i macchinari
per la lavorazione del pescato, le reti, le barche e vari reperti industriali.
Verrà realizzato inoltre un laboratorio per il restauro dei reperti archeologici
subacquei ed un apposito spazio per la loro esposizione: un vero e proprio museo
di archeologia subacquea che valorizzerà i tesori custoditi nei fondali
dell’arcipelago. La materia prima del resto non manca: tra tutti, particolare
importanza hanno i reperti navali della battaglia combattuta nell’anno
241 a.c. tra cartaginesi e romani. Leggenda vuole che Cala Rossa prese questo
nome proprio per il sangue versato durante quel terribile scontro navale.
I locali del primo piano del settore didattico saranno destinati ad un apposito
“Centro studi per la documentazione del mare”, con una biblioteca,
sala lettura, videoteca, aula didattica, nastroteca, sala conferenze, servizi
multimediali e foresteria.
La parte ovest della tonnara sarà invece destinata ad attività
turistico-ricreative. Questa zona, aperta al pubblico, ospiterà esposizioni
temporanee, un teatro auditorium e gli uffici per le associazioni culturali
e pro-loco. Sarà recuperato il vecchio giardino e realizzato un ristorante
a cui si potrà accedere sia dalla terraferma che dal porticciolo della
tonnara, il marfaraggio, dove veniva scaricato il pescato per la lavorazione.
Le attività artigianali troveranno posto nella zona del mulino, area
dove si lavoravano gli scarti della produzione. Questo quarto settore sarà
destinato alle botteghe degli artigiani per la produzione e la lavorazione dei
prodotti tipici locali.