E’ scomparso Raimondo Sarà. Era la memoria delle tonnare italiane.
Scienziato dotto e appassionato, scrittore di rara sensibilità, ha dedicato gran parte della vita allo studio dei tonni e della loro pesca, dividendo il suo impegno fra i laboratori e le muciare di Favignana, Scopello, Bonagia, Magazzinazzi, Castellammare, Milazzo, Capo Passero, Carloforte, ovunque operasse una tonnara, una delle tante che fino a trent’anni addietro venivano calate lungo le coste italiane.
E’ stato il mio maestro. Da lui, io che biologo non sono né antropologo, ma ho amato tanto la tonnara, ho imparato tutto quanto il mio sapere empirico non mi aveva insegnato. Per tanti anni ho avuto il piacere e l’onore di ascoltarne i racconti, sempre affascinanti, delle lunghe ore trascorse accanto ai tonnaroti in attesa dei tonni desiderati, e poi delle ricche mattanze, quando ancora l’arte della pesca assicurava benessere ai pescatori e ricchezza ai “padroni”. Senza i suoi consigli probabilmente i miei libri sulle tonnare non sarebbero mai nati; quando ancora non lo conoscevo personalmente, già avevo letto tutti i suoi scritti, e certo queste letture hanno contribuito ad alimentare la mia passione per il mondo dei rais.
Raimondo Sarà aveva trascorso l’infanzia a Milazzo, sede di prestigiose tonnare, e fin da bambino era rimasto affascinato da quel mondo, come ha scritto con la consueta verve nel suo libro “Dal Mito all’Aliscafo”, che come sottotitolo ha “Storie di tonni e tonnare”: e di storie Raimondo ne aveva tante da raccontare, tutte bellissime, da ascoltare con gli occhi socchiusi come se il tempo non fosse passato da quando, giovane biologo marino, si imbarcava prima dello spuntar dell’alba sulla muciara della tonnara di Magazzinazzi accanto al capobarca Cicco Paolo Saputo che gli insegnò a distinguere attraverso lo “specchio” il tonno che passava trenta metri sotto di loro, visibile solo agli occhi di chi voleva vedere.
Ricordo con grande nostalgia le ore trascorse insieme ad Alghero, Bari, Trapani, San Vito lo Capo, in occasione di convegni organizzati da Università ed Associazioni: era sempre un piacere ascoltarlo quando parlava del “suo” mare, un universo fatto di uomini, miti, pesci e leggende. Non solo tonni e pesci, nelle sue mille storie: “Immediatamente si accorse che le alghe, sotto lo sguardo degli occhi già spenti ma ancora aperti della figlia di Forcio, si erano di colpo pietrificate, tingendosi di rosso vermiglio: colorerossocorallo …” raccontò al convegno sul corallo di San Vito lo Capo (2002) citando la leggenda di Perseo e Andromeda e della nascita del corallo dal sangue della Gorgone. Biologo dalla salda cultura classica, Raimondo Sarà è stato uno dei massimi cantori della millenaria civiltà del tonno, ed a lui si deve anche la bellissima – e purtroppo introvabile – opera “Tonni e Tonnare” edita dalla Libera Università di Trapani. Mi piace chiudere questo breve omaggio con le stesse parole che Raimondo dedicò al suo amico tonnaroto Cicco Paolo che non c’era più: “Pace a te, ti sia vicina questa mia cialoma, dedicata solo a te; ti conforti ovunque tu sia!”.