Reintegrazione dei liquidi negli atleti

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L’apporto di liquidi nelle condizioni di grande dispendio energetico e di sudorazione profusa tipici negli atleti, riveste particolare attenzione soprattutto per il ruolo che esso può coprire nella performance atletica.

Nello sportivo l’acqua assume importanza perché favorisce da un lato l’assorbimento del calore senza provocare aumento della temperatura corporea e dall’altro la eliminazione del calore stesso di evaporazione. L’organismo dell’atleta mantiene in equilibrio il bilancio idrico: quando il bilancio diventa negativo per misure superiori al 10% si determinano gravi ripercussioni sullo stato nutrizionale e quindi sulle prestazioni sportive.

Nell’atleta la sete non è considerata un buon indicatore delle necessità idriche; si è suggerito che l’apporto di acqua va commisurato con molta esattezza alla perdita ed occorre che gli atleti si pesino prima e dopo l’esercizio fisico e che quindi bevano liquidi per ogni Kg di peso perduto.

L’apporto di acqua deriva dalle bevande, dalle minestre e dall’acqua contenuta dagli alimenti nonché da acqua metabolica, cioè dall’ossidazione dei principi alimentari contenuti nella razione alimentare: per ogni 100 Kcal vengono fornite, mediamente, 10-15 ml di acqua.

La deplezione idrica negli atleti determina debolezza generale, stress cardio-circolatorio per la diminuzione del volume del sangue, secchezza ed anelasticità cutanea.

Le quantità di acqua previste per coprire le perdite variano anche in relazione a fattori climatici quali temperatura e grado di umidità: maggiori perdite si hanno infatti con alte temperature ed alta percentuale di umidità. Per la dispersione idrica nell’atleta, premesso che l’acqua deve essere considerata il miglior liquido, sono anche indicate bevande semplici o zuccherate, ovviamente non ghiacciate e/o gassate.

Il sudore è ipotonico e contiene circa 920 mg/l di Sodio e 117 mg/ l di Potassio. Nella maggior parte dei casi sia il sodio che il potassio persi possono essere facilmente ripristinati se dopo l’attività fisica ci si alimenta con un’ampia varietà di cibi. Tuttavia in situazioni estreme, quando le perdite di liquidi eccedano i 3 litri al giorno, il sodio e altri elettroliti dovrebbero essere valutati e reintegrati individualmente.

Giuseppe Vinci – Medico presso il Servizio Dietologia e Nutrizione Clinica Azienda – Ospedaliera di Trapani

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